Progetto temporaneamente sospeso.
September 15, 2009
Inutile nascondere che non ci siano stati presagi che il progetto non stesse andando bene.
Poca collaborazione, mancanza di fondi, e scarsa disponibilità al lavoro gratuito.
Il lavoro non commerciale, purtroppo, non è ripagato dalla gente con lo stesso entusiasmo di chi vorrebbe mandare avanti la baracca, di chi possiede l’idea e le vorrebbe dar vita.
E così, Paperbirds, si addormenta. Non muore.
L’estate è passata nel silenzio, e l’autunno è quasi alle porte.
Numerosi ostacoli logistici hanno più volte bloccato la pre-produzione del corto.
Tuttavia non riesco ad essere pessimista. Non riesco a lasciar stare. Per ora il progetto è sospeso.
Credo che cercherò nuovi collaboratori, mi guarderò intorno, ci riproverò ancora.
Un grazie va comunque a colore che hanno partecipato attivamente a questo progetto sin dall’inizio.
Un anno dopo.
May 7, 2009

E così, il progetto Paperbirds spegne la prima candelina.
Dodici mesi di preparativi, dalle idee allo studio per la realizzazione del cortometraggio. Un anno che, tirando le somme, è stato fruttuoso. Mi sono addentrato nel mondo del cinema indipendente, dove ho conosciuto persone disponibili a collaborare e altre meno. La data delle riprese si sta avvicinando? Può darsi.
Voglio ringraziare Emanuele Limido, ragazzo entrato da poco nella crew di Paperbirds in un ruolo fondamentale : direttore di produzione. Sono contento di averlo tra noi, sia perchè era indispensabile trovare qualcuno che mi aiutasse a tenere le redini del progetto, sia perchè si è dimostrato da subito una persona corretta e disponibile.
Qualcosa si sta muovendo, dunque? Sì. E spero proprio che sia nella direzione giusta.
Ci aggiorniamo presto.
Sporcarsi le mani
April 3, 2009
Una delle figure chiave di Paperbirds è un essere cieco.
In questi passaggi documentati dalle foto abbiamo tinto delle garze nell’acrilico e nella china nera – mescolate all’acqua – allo scopo di ottenere una benda che desse l’idea di essere sporca, grezza, usurata.
Il risultato è stato soddisfacente e la benda definitiva è stata poi applicata agli occhi della maschera del cieco, sulla quale sono stati aggiunti dei dettagli che vedrete in seguito…

Making of masks : The Blind Writer

Making of masks : The Blind Writer

Making of masks : The Blind Writer
Una piccola parentesi
March 24, 2009
L’ho già scritto diverse volte : fare cinema è difficile. Farlo indipendente e senza un soldo, contando sulle capacità di volontari e sulla propria ostinazione, lo è ancora di più.
Potrei teoricamente lavorare al corto in ogni momento, fuori dalle otto ore che passo in ufficio. Purtroppo non è così. Subentra la stanchezza, altri impegni, semplice svago. Consideriamo anche che siamo esseri umani, e necessitiamo di cibo per sopravvivere.
Allora prendo una piccola pausa e rileggo con voi un pezzo tratto da un’intervista a David Lynch. Artista geniale che non ha bisogno di presentazioni. Se non lo conoscete ancora, correte su google a documentarvi.
E’ un bel dilemma. Vuoi fare arte ma devi anche vivere. Quindi sei costretto ad avere un lavoro e di conseguenza a volte sei troppo stanco per dedicarti all’arte.
Se ami ciò che fai, però non smetterai di farlo comunque. Io sono stato fortunatissimo. Sul nostro cammino incontriamo persone che ci aiutano. Nella mia vita ci sono state un sacco di persone che mi hanno dato una mano ad andare avanti. L’aiuto arriva perché hai già fatto qualcosa, quindi non smettere.
Devo alla buona sorte molto di quello che mi è successo. Il mio consiglio però è questo:cerca di trovare un lavoro che ti lasci un pò di tempo libero; dormi quanto basta e mangia con moderazione. E lavora più che puoi. E’ così appagante fare ciò che ami. Forse ti aprirà altre porte e finalmente troverai un modo per fare ciò che ami. Te lo auguro di cuore.
(David Lynch)
David Lynch - Photo by Andrzej Dragan
Nuove foto a breve
March 14, 2009
Sto salvando ora dalla fotocamera digitale al PC delle nuove foto realizzate in occasione della lavorazione delle maschere dei paperbirds. Sono soddisfatto, veramente soddisfatto di come stiano prendendo forma i personaggi e non vedo l’ora di poterli condividere con voi. Ciascuna di queste figure riesce ad essere così diversa e così uguale alle altre. Riesco a percepire il loro carattere, a individuarne i tratti salienti che compariranno nella storia. Sì, devo essermi già affezionato a loro!
I’ve almost done the five masks for the paperbirds. I think they are great with their personal mood and look. Each mask it’s different and similar, at the same time, than others.
I can’t wait to show you all the pictures i’ve done during this making of.
L’arte della titolazione
March 12, 2009
Quante cose a cui pensare quando si fa un film.
All’inizio si lavora sulla storia, sui personaggi, sul senso, sull’estetica, sulla musica. Poi ci si rende conto di tutto il resto, ci si accorge di quante altre piccole grandi cose hanno bisogno di essere considerate e valutate. Valutate bene, se non si vuole compromettere anche il resto.
Perchè penso che tutto ciò che compare a video è in grado di raccontarci qualcosa del film che stiamo realizzando. Titoli compresi.
Ci sono i titoli di testa e i titoli di coda, per esempio. Come farli apparire, quando farli apparire? Per molti sono dettagli marginali, ma attenzione a non sottovalutarli. Sono loro che ci portano per mano dentro al film ,e sempre per mano ci raccompagnano fuori.
E dunque in questi giorni sto pensando anche a questo. Niente di eclatante. Immagino qualcosa di grezzo, minimalista, quasi freddo. Introdurre i titoli di testa con la colonna sonora, prima delle immagini e chiudere precedendoli da un paio di citazioni che ho selezionato.
L’imponenza dei Paperbirds
March 5, 2009
Per descrivere le figure protagoniste di questo cortometraggio ci vorrebbe un blog intero, semplicemente perchè queste figure sono il cuore del cortometraggio. O almeno ne sono l’essenza, insieme alla storia.
Paperbirds, ovvero uccelli di carta. Ma che tipo di figure stiamo parlando? Le descriverei come figure maestose imprigionate in un involucro costrittivo. (Poco chiaro fino qui, vero?)
Nate per caso su fogli di carta, i Paperbirds dovevano essere una breve storia a fumetti, di poche tavole. Una storia muta, come questi uccelli antropomorfi, muti, silenziosi, così lontani dall’uomo (almeno apparentemente).
Per rappresentare queste figure ho cercato attori alti, molto alti. Alessio (Balza, il direttore della fotografia) oggi mi ha fatto una domanda semplice e interessante allo stesso tempo. Mi ha chiesto che necessità ci fosse di utilizzare attori così alti, poichè essendoci in scena solo i paperbirds e non altre persone più basse di statura, la differenza non si sarebbe notata. Ha ragione. Quello che giustamente non poteva ancora sapere però è che gli attori che reciteranno porteranno maschere (caschi) sproporzionate rispetto al corpo. Ed essendo i paperbirds figure eleganti e aggraziate, dovevo accentuare questa sensazione scegliendo attori sopra il metro e ottanta (preferibilmente uno e novanta centimetri!)
Chiudo la notizia di oggi con una foto della struttura della maschera indossata da Luigi Perego, che con me e Marina Perego ha lavorato alle maschere.

Making of Masks : proportions with an human head
Acrilico nero
February 24, 2009
Penso di non aver mai usato così tanto acrilico nero in vita mia come in questi giorni, mentre dipingiamo le maschere dei Paperbirds.
Abituato a lavorare col mezzo digitale per realizzare visioni surreali, pixel dopo pixel, affrontare oggi una materia solida e tangibile, quale la cartapesta e la pittura acrilica, è un esperienza che mi riporta indietro negli anni.
Mi ricorda il passato, quando da bambino sfogavo la mia creatività per dar vita a qualcosa di nuovo. Non era poi così importante che fossero maschere, vestiti, pupazzetti, mostri o quant’altro. L’importante era dar loro vita. Crearli dal niente, da un’idea, da una storia, da un libro.
E allora le mie mani toccavano il Das, la carta, il cartone, le forbici, la colla, pastelli. Modellavano la plastilina. Si sporcavano di tempere, acquarelli, gessetti colorati.
Ogni volta era una innocente e divertente alchimia del creare.
Dopo questa piacevole digressione nel passato, sono felice di segnalarvi che ogni maschera è completata dei suoi elementi fondamentali. Rimangono ora da ultimare gli abbellimenti estetici per quattro di esse.

Making of Masks : tools

Making of Masks : fixing a paperbird's iron eye
Incontri
February 20, 2009
Giorni di silenzio sul blog, per questo mese di Febbraio. Nel frattempo però i lavori proseguono : ieri ho dipinto ad acrilico nero i becchi e gli occhi di creta e acciaio, che andranno poi, una volta asciutti, ridipinti con l’aggiunta di dettagli.
Tutte e cinque le strutture delle maschere sono pronte : sono ancora incerto sulla loro praticità nell’indossarle, ma le continue modifiche stanno tutt’ora apportanto notevoli miglioramenti.
Vi comunico che finalmente, Sabato 28 Febbraio, ci sarà la prima riunione a Milano per Paperbirds. L’ordine del giorno prevede uno studio iniziale degli strumenti tecnici che serviranno alla scena, discuteremo della location, degli attori e dei compiti della produzione. Con me ci saranno Alessio Balza (direttore della fotografia e operatore) Simone Pozzi (direttore di produzione) e Aurora Bassi (location manager). Per ora è tutto, più avanti vi presenterò con calma questi ragazzi che hanno un ruolo fondamentale alla realizzazione del corto e che ringrazio qui pubblicamente e anticipatamente per il lavoro che dovranno svolgere.
Ingredienti magici
February 2, 2009
Come ho già scritto diverse volte, gli attori che reciteranno in Paperbirds indosseranno delle maschere.
Fin qui niente di difficile, ma se si considera che queste maschere saranno “integrali” e avranno le fessure degli occhi e dell’aria occultate, allora il discorso cambia.
Durante questi mesi abbiamo sperimentato come anche le piccole cose, se si vuole essere perfettamenti fedeli alla bozza originale (quei disegni a penna dell’anno scorso, ricordate?) possano trasformarsi velocemente in grossi ostacoli.
Ecco quindi che la realizzazione di un occhio può velocemente diventare una corsa sfrenata tra passaparola, domande sui forum, giri nei negozi, per trovare il materiale adatto, l’ingrediente magico per dar vita all’immaginario.
Oggi tra colla, carta, acciaio, filo di ferro, acrilico, stoffe varie, i volti dei Paperbirds stanno realmente prendendo vita.
Vi lascio con la prima foto, scattata mesi fa, che segna l’inizio della struttura interna delle maschere. Semplice filo di ferro annodato…

Making Of Masks : First step, creating the internal structure
